IL lavoro mi sta uccidendo, non ho stimoli, non ho interessi, vivo nella monotonia, nell’impassibilità degli eventi.
Mi sveglio ogni mattina alla solita ora, caffè e biscotti, un saluto alla mamma e poi giù a prendere la bicicletta per andare a lavorare, solito tragitto, solita gente che aspetta il tram, i soliti camion che cercano di investirmi sulla via emilia, devo evadere da questa situazione.
So che per qualsiasi lavoro è la stessa cosa, ma forse a 22 anni ancora non ci pensi alla monotonia, hai bisogno di cambiare, di avere stimoli per la vita, hai bisogno di provare nuove esperienza, poi quando ne avrò 30 forse sarò disposto a trovare un posto stabile, ma per adesso preferisco sfuggire alla stabilità.
Quindi che fare, prendere su e partire, neanche cercare lavoro qui, non ne vale la pena, dopo qualche mese mi stuferei, devo partire, viaggiare, conoscere luoghi e persone nuove, imparare una lingua, vivere a stretto contatto con me stesso e con le mie capacità.Ritornano viaggi interroti qualche secolo fa, sensazioni e pensieri, profumi e piaceri, sogni che si erano celati nell’oblio, nascosti sotto cumuli di cenere spalata sopra la mia anima da angeli un tempo bianchi, ma condannati agli inferi.
Ora le pupille si dilatano nuovamente, senza paura di rimanere offuscate, il respiro si fa regolare, il battito leggermente frenetico scandisce il tempo che passa, l’orrizzonte è ancora lontano, ma posso percepire la fioca luce della luna che illumina comunque il mio breve cammino.
Mi ritrovo confuso e impaurito, mi ero abituato all’oscurità ormai, celato dietro un avvolgente bruma in cui mi sentivo sicuro, in cui i miei tetri pensieri trovavano alloggio, ora accumulo insicurezze e paranoie, stordito contemplo questa nuova realtà.
Presto ritornerò tra le tenebre lo so, non può restare a lungo la mia anima quassù, ma anche se per brevi attimi, questa sensazione rimarrà un piacevole ricordo...