Siamo donne e uomini impegnati da sempre per la pace. Abbiamo marciato in questi anni nelle straordinarie manifestazioni contro la guerra globale divampata in Iraq ma nata nel 2001 in Afghanistan. Lo abbiamo fatto nella convinzione che la guerra deve uscire dalla storia e che la politica si riduce a gestione tecnica se non fa di questo obiettivo, di questa grande aspirazione umana la sua bussola regolatrice.
Quando nel 2006 abbiamo contribuito, ciascuna e ciascuno nel suo ambito e con le modalità proprie, a sconfiggere Berlusconi e le destre lo abbiamo fatto anche in nome della pace di quell'impegno, con la speranza che si sarebbe potuto iniziare a cambiare strada.
Il ritiro dei soldati italiani dall'Iraq ce lo ha fatto sperare. E invece oggi guardiamo con sconcerto alle scelte dell'attuale governo in politica estera e militare: mantenimento delle truppe in Afghanistan, al seguito della guerra statunitense. Piena fedeltà alla Nato, aumento spropositato delle spese militari fino alla sciagurata decisione di permettere la costruzione di una nuova base (e non allargamento!!) Usa a Vicenza; intesa di assemblare in Italia, presso Novara, i micidiali bombardieri Joint Strike Fighter, acquistati dagli Stati Uniti per la bellezza di 13 miliardi di euro! La costituzione dice che l'Italia ripudia la guerra e che per di più siamo in Afghanistan come missione di pace. E allora che cosa ce ne facciamo di aerei d'attacco e distruzione che possono trasportare testate atomiche? Bisogna fermarsi, fermarsi e riflettere.
Bisogna ricostruire una connessione con il proprio popolo e il proprio elettorato. Crediamo che la sacrosanta protesta della popolazione di Vicenza vada non solo sostenuta ma ascoltata e indurre il governo a cambiare idea. Così come crediamo che l'avventura senza ritorno della guerra in Afghanistan debba cessare.
Invitiamo il governo e i politici tutti ad ascoltare queste parole e invitiamo i deputati e i senatori che hanno creduto alla lotta per la pace di essere conseguenti con le loro idee votando no al rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Se qualcuno pensa che dalla base di Vicenza debbano partire le forze d'azione per ogni tipo di guerra mediorientale ed esportare "un cimitero di pace e democrazia"in cambio di petrolio e di quotidiani massacri, noi pensiamo che dalla guerra bisogna invece cominciare a uscire.
PROMOTORI:
On.Teresa Mattei- Partigiana e membro della Costituente
Padre Alex Zanotelli
Vauro - emergency, giornalista
Gianni Minà - giornalista
Giorgio Cremaschi - segretario nazionale FIOM - CGIL,
Marco Revelli - scrittore
HANNO ADERITO
Moni Ovadia - attore e autore
Mario Monicelli - regista
Giulietto Chiesa – giornalista europarlamentare
Silvano Agosti - regista
Valentino Parlato - giornalista
Dario Fo - Premio Nobel per la letteratura
Jacopo Fo – scrittore
Stefano Tassinari – scrittore
Manlio Dinucci – saggista
Padre Alberto Maggi – biblista
Prof. Margherita Rubino – docente universitaria Università di Genova
Prof. Aldo Ferrara - docente universitario Università di Siena presidente CESAER
Prof. Silvia Ferrara - PhD Junior Yellow Research Sant John College Oxford
Prof. Domenico Losurdo - docente Storia della Filosofia Urbino – Presidente Ass. internazionale Hegel- Marx
Prof. Angelo d'Orsi - storico, docente Università di Torino
Sabina Guzzanti - attrice, scrittrice
Francesco (Pancho) Pardi - prof.Universitario
Maria Ricciardi Giannoni - Presidente Associazione Liberacittadinanza
Respiro salsedine,
ritrovo inquietudine,
non sono pensieri,
neanche le nubi.
Forse un gabbiano
volando sul mare,
la sua libertà
quella sua magia,
partiamo domani
cancello gli impegni,
lasciamoci andare
abbiamo dei sogni.
Gli alti tassi di deforestazione stanno portando l'ecosistema al collasso. Le emissioni di CO2 aumentano a causa della deforestazione. La forte richiesta di legname a basso costo sta alimentando il taglio illegale e distruttivo di alberi in tutto il mondo – dalla Papua Nuova Guinea al Canada, dall'Amazzonia alla Russia.
Serve al più presto una legge europea che vieti l'importazione di legname tagliato illegalmente. Servono sanzioni penali effettive per chi commette crimini forestali. Le aziende europee devono avere essere obbligate a dimostrare la provenienza del legname che utilizzano. E devono scegliere solo materie prime estratte legalmente e provenienti da una gestione sostenibile delle risorse ambientali.
La buona volontà delle singole imprese non basta più.
Serve la politica. E tu puoi smuovere la politica!
Scrivi ai Membri della Commissione Stavros Dimas e Louis Michel, e chiedi loro di impegnarsi a presentare, nelle sedi opportune, una legge a tutela delle foreste primarie e contro il taglio illegale e distruttivo del legno.
http://www.greenpeace.it
Fonte: GreenPeace Italia.
Roma, 8 febbraio 2007 – Sapete dove finiscono le sostanze liberate da
circuiti stampati e semiconduttori di IBM, HP, Intel, Sony, Sanyo e
altre aziende hi-tech? Nei fiumi e nelle acque di falda in Asia e in
Messico. Il rapporto di Greenpeace reso noto oggi, "Cutting Edge
Contamination" documenta proprio quanto sia inquinante il processo
produttivo dei computer.
Le analisi condotte dai laboratori di ricerca dell'associazione
ambientalista hanno rivelato che in prossimità delle fabbriche di
prodotti elettronici vengono rilasciate sostanze tossiche come i PBDE,
un gruppo di ritardanti di fiamma bromurati, e gli ftalati, usati per
ammorbidire le sostanze plastiche. "Finora ci eravamo interessati
all'inquinamento prodotto dalle discariche di rifiuti elettronici, ma
ora che scopriamo cosa succede nella fase di produzione, iniziano a
emergere i veri costi ambientali dei prodotti" sostiene Kevin Brigden,
ricercatore dei laboratori di Greenpeace.
Per l'associazione ambientalista dev'esserci una reale trasparenza
nell'industria elettronica, così che i colossi del settore si assumano
la responsabilità dell'impatto ambientale dei loro prodotti. Attualmente
non si sa precisamente quali fabbriche di componenti riforniscano i
marchi più noti di computer, fotocamere e videocamere.
Tra gli altri composti tossici trovati in prossimità delle fabbriche di
semiconduttori ci sono composti volatili del cloro e metalli pesanti.
Nelle Filippine, in uno dei siti esaminati da Greenpeace, l'acqua
potabile conteneva concentrazioni di cloro anche 70 volte superiori ai
limiti fissati dall'Agenzia statunitense per l'ambiente. In altri casi
si sono trovate forti concentrazioni di rame nell'acqua, un metallo
responsabile di calo della fertilità o della crescita negli organismi
acquatici. Nelle acque di scarico dell'IBM a Guadalajara, in Messico, è
stato trovato tra i composti tossici il nolifenolo, potente interferente
endocrino, nonostante le dichiarazioni dell'azienda sul rispetto
dell'ambiente. Anche i lavoratori sono potenzialmente esposti a queste
sostanze tossiche.
Fonte: GreenPeace Italia.
Fuggi finchè sei in tempo, perchè se non fuggi ora non ti lascerò mai più andar via!
Gli addi, gli arrivederci, sono cosi frustranti, è cosi brutto vedere una persona sapendo che bisogna salutarla, ed è cosi brutto il momento del saluto, quel ciao strozzato in gola, quell'allontanarsi in direzioni opposte, cosi faticoso, come dividere la nebbia.
I pensieri poi corrono subito al prossimo incontro, sempre se ci sarà un altro incontro, a quel momento in cui si potrà riabbracciare la persona desiderata, in cui il cuore ricomincerà a battere frenetico senza sosta., in cui gli occhi si incroceranno di nuovo.
Quindi se non è un addio, l'arrivederci diventa un insieme di pensieri, di sogni, di immagini, di ricordi, un insieme di sensazioni, di speranze, condite con la malinconia del periodo trascorso lontano...