Oltre la Luna nasce con l'idea di scrivere sul web informazioni private, ma anche notizie pubbliche che vanno oltre quello che televisioni e giornali ci fanno vedere, ciò che il sistema ci vuole tenere nascosto...
odi et amo
Odio : Non voglio odiare niente e nessuno, il mondo è gia troppo pieno di odio e nel mio piccolo cerco di non alimentare questa fiamma...
Amo : Parola grossa amo, nella sua semplicità, amare è passione infinita, è desiderare e non poter fare a meno di qualcosa o qualcuno, amo l'arte, amo leggere, guardare bei film in compagnia o da solo, amo il teatro, amo gli amici e la solitudine, amo il giorno e la notte, non so cosa amo esattamente, forse amo tutto o niente...
La mia musica : Adoro il Grunge con la sua malinconia, i suoi gridi strozzati e le sonorità ruvide, ma adoro anche qualcosa degli anni 60/70 e i grandi cantautori Italiani vecchio stampo...
I miei libri : Leggere stimola fantasia e immaginazione, ogni libro è personale e ogni persona se lo può immaginare personalmente, tra i miei preferiti: il ritratto di Dorian Gray, Pappagalli verdi, Stupid white man, I fiori del male....
Mi lascio addentare dal tuo morso suadente,
il mio sangue è gia caldo.
Mi lascio travolgere dalle tue parole dolci,
soffici uragani.
Mi lascio accarezzare dalla tua mano,
non fermarla se tremo,
e mi lascio soffocare dal tuo sguardo,
che continua a cercarmi.
Per tornare sul discorso religiosità, punto più volte uscito fuori in questi giorni nei miei discorsi, lascio una delle canzoni che più adoro del grandissimo Fabrizio De Andrè, Il testamento di Tito!
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore"."Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".
A volte ti trovi davanti vecchi amici, ricordi di anni passati insieme, adolescenze vissute, periodi indimenticabili tra estati troppo veloci e cosi ben scolpite nella memoria.
Ti rendi conto che alcune amicizie, alcune persone, non usciranno mai dalla tua testa, dal tuo cuore, perchè probabilmente basta una serata insieme per rievocare tutti quei ricordi, per stare ore e ore a parlare davanti ad un bicchiere di vino, a raccontarsi degli anni trascorsi insieme e di questi ultimi anni passati troppo distanti, e volati via cosi in fretta.
Poi ti domandi cosa sia l'amicizia in realtà, se un amico è quello che vedi sempre, che senti tutte le settimane, con cui condividi passioni e interessi, a cui racconti tutto, oppure se un amico è anche quella persona che non vedi da anni, che non senti da mesi, ma che ti fa battere il cuore anche solo per un messaggio, che ti fa piacere rivedere sempre, e che la sua voce ti rievoca appunto immagini leggermente sfocate ma che diventano subito reali!
Stasera vedrò alcuni di questi amici, una specie di rimpatriata per un compleanno, e sono felicissimo, non vedo l'ora di poter riabbracciare chi mi ha fatto passare tanti bei momenti, ho già i brividi al solo pensiero di trovarmi Teo sotto casa, che mi aspetta in macchina con la sua solita musica Emo del cavolo, e potergli dire che dopo tanto tempo i brutti gusti non sono passati, scherzandoci sopra ovviamente, sperando poi che la serata non passi mai...
Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei restare chiuso in casa, senza parlare con nessuno, ma solo con il bisogno di stare con me stesso, per nessun motivo in particolare, non sto male, non ho litigato con nessuno, anzi, tutto va a meraviglia, ma semplicemente mi sono svegliato non riposato, con un livello di sopportazione basso, ed andare a lavorare e iniziare a parlare con i clienti è l'ultima cosa che mi va di fare, è questo il brutto di questo lavoro, in generale poi a me non piace parlare, preferisco i silenzi, non sono un gran parlatore, mi piace ascoltare, ascoltare le storie che le persone hanno da raccontare, ma oggi non credo di essere in grado neanche di ascoltare.
Eppure sono qui, a lavoro, con le scatole abbastanza girate, continuando a chiedermi il motivo di questa situazione, e cercando di non litigare con i miei colleghi...
Buona giornata a tutti!
mercoledì, 28 marzo 2007, ore
marzo 28, 2007 10:49
Tornando da casa sua ieri sera tutto aveva una luce magica, la luna non c'era, eppure in strada la pioggia che cadeva lasciava strisce di luce, era l'asfalto bagnato ad illuminare tutto, ma non rifletteva la luce dei
lampioni, rifletteva qualcos'altro, erano le 3 di notte, nessuno in strada, gli skunk anansie gridavano la loro malinconia, e percorrendo quelle strada fatta decine di volte non riuscivo a togliermi il suo pensiero dalla testa, le sue parole sussurrate all'orecchio mi tornavano in mente come un uragano, spazzando via tutto il resto.
Non mi preoccupavo per l'ora, la sveglia questa mattina ha suonato puntuale alle 8, eppure mi sento cosi bene, qualche mese fa non sarebbe stata la stessa cosa, avrei fatto fatica a parlare con qualsiasi persona incrociasse il mio cammino, invece, oggi, rivolgo saluti a chiunque.
Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.