sabato, 28 aprile 2007, ore aprile 28, 2007 11:47

 Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di si.
Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.
Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Questa volta gli studenti rispondono con un sì unanime.
Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.

Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.

 

Quando la risata finisce il professore dice:

 

"Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita...

Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore; le cose che ci appassionano.

Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene.
Le palline di vetro sono le
altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc.
La sabbia è tutto il resto:
le piccole cose.
Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro ne' per le palle da golf.
La stessa cosa succede con la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti".

 

      Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico,

vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito.
Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose...
Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano.

 

    Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia...
    Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè.
    Il professore sorride e dice:
    "Sono contento che tu mi faccia questa domanda.
    E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, 
    c'è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico!"
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categoria : filosofia





sabato, 28 aprile 2007, ore aprile 28, 2007 10:56

 

Pistola esplosaLa logica è ferrea, automatica come un'arma. Un omicida si introduce in casa di qualcuno e comincia a sparare, uccidendo chi trova davanti a se'. Se le vittime fossero state a loro volta armate - si argomenta - la tragedia si sarebbe potuta evitare. Perciò, l'unica soluzione a un'arma nelle mani sbagliate è un'arma nelle mani giuste. O nelle mani di tutti. Il sillogismo, che anima il dibattito della lobby delle armi statunitense, la National Rifle Association (Nra), non è che il risultato di un'interpetazione del tutto personale del Secondo emendamento della Costituzione Usa, secondo la quale una vera politica di sicurezza consiste nel proteggere ciascuna onesta famiglia americana dai pericoli di questo mondo impazzito dotandola di un'arma.

Violenza nel mirinoMatti da legare. Armare un'intera nazione è "una proposta da manicomio", commentava ieri l'editorialista del 'New York Times' Bob Herbert. "Il primo passo per superare una dipendenza - scrive Herbert - è riconoscerla. Gli americani dipendono dalla violenza delle armi. Facciamo pubbliche dichiarazioni di rammarico ad ogni massacro di massa, ma non esprimiamo mai una reale volontà di togliere le armi dalla circolazione, o di registrarle, o di addestrare e registrare a loro volta chi le compra". Dagli omicidi di Martin Luther King e di Kennedy, nel 1968, oltre un milione di americani sono morti a causa delle armi. Più di quanti americani sono morti in tutte le guerre combattute dagli Stati Uniti. Un recente rapporto pubblicato dal Children Defense Fund rivela che, dal 1979, sono morti 100 mila bambini a causa delle armi. Otto minori muoiono ogni giorno. Per ogni bambino morto a causa di armi da fuoco, ce ne sono cinque che rimangono feriti. Secondo la rivista della American Medical Association, i costi per ognuno di loro sono di 45 mila dollari, escluse le cure riabilitative. In un anno, i costi a carico della sanità arrivano fino a 2,3 miliardi di dollari. Solo gli incidenti stradali e il cancro uccidono di più. Uno studio pubblicato alcuni anni fa dalla Harvard School of Public Health ha posto a paragone i tassi di mortalità per arma da fuoco, nei bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni, nei cinque Stati con il più alto tasso di possesso di armi rispetto ai cinque Stati con il tasso minore. I bambini degli Stati dove si comprano più armi hanno una probabilità di rimanere feriti 16 volte maggiore rispetto agli altri. La probabilità di rimanere uccisi è sette volte maggiore. Quella di suicidarsi tre volte maggiore.

Familiarità con le armiQuali le soluzioni? Secondo il Children Defense Fund, il Congresso Usa dovrebbe adottare misure di sicurezza che comprendono una legge tesa a colmare le lacune legislative tra gli Stati e il governo federale. Prima fra tutte, la possibilità di controllare se coloro che comprano armi da venditori non autorizzati hanno un passato criminale o una storia di malattie psichiatriche. Poi, andrebbe ripristinata la legislazione del '94, che impone il bando alle armi automatiche. I genitori dovrebbero rimuovere le armi da casa, organizzare gruppi di 'risoluzione non-violenta dei conflitti' nelle comunità, rifiutarsi di acquistare videogames e altri prodotti che esaltano la violenza o la rendono socialmente accettabile. Una nota positiva proviene dai sindaci di alcune città statunitensi. Dall'inizio dell'anno, 100 persone sono morte a Philadelphia, 80 a Baltimora. I primi cittadini di queste ed altre metropoli, tra cui Washington e New York, si stanno mobilitando per combattere la vendita illegale di armi. La campagna dei 'sindaci disarmati' ha visto, lo scorso anno, 15 città aderire all'appello. Oggi sono più di 200, provenienti da 46 Stati diversi. E' un primo, timido passo per contrapporre azioni concrete alla potente lobby armiera degli Stati Uniti.


 

-PeaceReporter-
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venerdì, 27 aprile 2007, ore aprile 27, 2007 15:43

Roma, Italia — Trenta attivisti di Greenpeace provenienti da sei diverse nazioni europee sono entrati questa mattina in azione a Flamanville, in Francia, per bloccare la costruzione di tre reattori EPR di nuova generazione e denunciare - nel giorno del ventunesimo anniversario del disastro di Cernobyl - gli enormi rischi ambientali e i problemi di sicurezza legati a questo nuovo tipo di impianti.
Greenpeace chiede al governo francese di bloccare la realizzazione di questo progetto. Si tratta di reattori antieconomici e pericolosi, che utilizzano come combustibile il MOX - ossidi misti di uranio e plutonio - invece dell'uranio a basso arricchimento. Un rapporto stilato da John Large per conto di Greenpeace dimostra come il MOX sia molto più pericoloso del combustibile tradizionale: in caso di incidente la portata della contaminazione sarebbe decisamente superiore e molto più elevato sarebbe il numero di persone da evacuare.

I francesi non vogliono il nucleare: secondo un recente sondaggio, solo il 19 per cento degli intervistati crede che il nucleare possa essere una risposta al problema dell'energia; il 78 per cento del campione ritiene invece che sia necessario investire sulle fonti rinnovabili.

Anche in Italia si riaccende il fronte anti-nucleare: in appena dieci giorni Greenpeace ha raccolto, attraverso una petizione online, quasi 22.000 firme  per chiedere a Prodi di bloccare gli investimenti dell'Enel nel nucleare sovietico a Mochovce, in Slovacchia.

"L'Enel deciderà a breve se finanziare o meno il completamento di due reattori sovietici di seconda generazione, una tecnologia obsoleta e pericolosa, che non rispetta gli standard di sicurezza occidentale. Centrali sovietiche anche più recenti di quelle slovacche furono bloccate in Germania dopo la riunificazione del 1990. Chiediamo al governo, che controlla oltre il 30 per cento di Enel, di bloccare questi investimenti e impedire all'Enel di esportare il rischio nucleare", dichiara Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace. 
 
In questo link c'è il video della azione di protesta:
 
 
 
Non stupitevi se queste notizie non passano nei nostri TG, è normale, il processo Franzoni è indubbiamente molto più importante di tutto il resto, e come si sà per il resto non c'è MAI spazio (guarda caso); ormai è solo il "gossip" che fà notizia !
spero che i giornalisti ritornino a scioperare e a protestare, l'informazione scadente che ci vogliono rifilare non è degna del popolo italiano !
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venerdì, 27 aprile 2007, ore aprile 27, 2007 10:54

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perchè quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se è poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è

Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni

Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa

E prendere a pugni un uomo solo
perchè è stato un pò scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni

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venerdì, 27 aprile 2007, ore aprile 27, 2007 10:39

Giornataccia, mi gira piuttosto male oggi, per nessun motivo in particolare, ma mi girano le scatole, è uno di quei soliti giorni in cui vorrei rimanere chiuso in casa, senza vedere nessuno, neanche mia mamma, cellulare spento, e perdermi nella lettura, rilassarmi con un pò di incenso e dormire fino a farmi venire il mal di testa.
Invece mi tocca farmi 8 ore di lavoro, girare nella pausa pranza per trovare un regalo per l'Ale, e alla sera uscire per forza anche se non ne ho voglia, ma devo dare spazio anche agli amici, e ormai il venerdi è l'unico giorno in cui riesco a vederli.
Dovrei trovare un pò di spazio per me stesso, sento che fatico a respirare, mi sembra di avere mille impegni attaccati, al lunedi sera mi ritrovo con la settimana gia piena e non sono abituato, non sono la persona adatta, ho bisogno dei miei ritmi, delle mie solitudini.
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categoria : pensieri





venerdì, 27 aprile 2007, ore aprile 27, 2007 10:17

Non sapranno mai, queste bellezze da vignette,
 questi prodotti avariati, nati da un secolo cialtrone,
questi piedi da stivaletti, queste dita da nacchere,
soddisfare un cuore come il mio.

Lascio a Gavarni, poeta di clorosi, il suo gregge
mormorante di bellezze da ospedale: non posso
trovare fra queste pallide rose, un fiore che
assomigli al mio rosso ideale.

Quel che ci vuole per questo cuore profondo come
un abisso sei tu, Lady Macbeth, anima forte nel
delitto, sogno eschileo schiusosi in climi iperborei;

o sei tu, grande Notte, nata da Michelangelo, che
 torci quetamente, in una strana posa, le tue forme
 fatte per la bocca dei Titani.

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giovedì, 26 aprile 2007, ore aprile 26, 2007 11:21

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categoria : arte





martedì, 24 aprile 2007, ore aprile 24, 2007 16:48

- Quale verità? - Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene... Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione... per la tua mente.


Quanto è attuale questa frase!!!
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martedì, 24 aprile 2007, ore aprile 24, 2007 16:23

Oggi ho saputo che una mia cara amica è stata presa per fare uno stage ad Eurodisney, il che significa non vederla per tutta l'estate, studia lingue a Roma e gia la vedo sporadicamente, ma credo che un amicizia sia fatta anche di questo, essere felice per lei, che realizza un sogno, che l'aiuterà a crescere tantissimo, ad imparare cose nuove, vivere in un altro paese, con persone completamente sconosciute provenienti da tutta Europa.
Probabilmente non sarà facile, sia per me, sentirla cosi lontana, ma anche per lei, la solitudine non è facile, in particolare quando la solitudine è in mezzo ad altre persone, bisogna sapersi inglobare in quel mondo, adeguare e resistere, sperando che tutto scorra per il meglio.
Io continuerò ad aspettare qui il suo ritorno, io sono sempre qui, inglobato anche troppo in questo piccolo paese, lei tornerà con un bagaglio enorme, e io forse la andrò a trovare, è da quando sono piccolo che sogno di andare ad Eurodisney.
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lunedì, 23 aprile 2007, ore aprile 23, 2007 16:33

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