martedì, 29 maggio 2007, ore maggio 29, 2007 10:15

Non ho più parole oggi, non ho più parole,
come un fantasma mi aggiro tra la pioggia,
non spavento neanche le vecchiette con sussurri all’orecchio,
non parlo oggi, semplicemente non parlo.
Respiro pioggia, erba bagnata tra le automobili,
respiro gas di scarico, inquinamento tra le nuvole.
Non vivo oggi, non vivo,
non mi sento in grado di chiedere energie alla vita,
respiro lo so, ma questo non significa che io sia vivo,
vivere è un'altra cosa.
I pensieri si attorcigliano oggi,
slegano ogni senso compiuto capace di trasformarsi in frase,
vortici con uncini si aggrappano alle tempie,
tirano e scuotono, tuonano e pulsano.
Bagliori di luce disturbano i miei occhi stanchi
che cercano invano le tenebre,
cercano invano il riposo.

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categoria : pensieri, poesia





martedì, 08 maggio 2007, ore maggio 08, 2007 10:36

Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma.
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venerdì, 27 aprile 2007, ore aprile 27, 2007 10:17

Non sapranno mai, queste bellezze da vignette,
 questi prodotti avariati, nati da un secolo cialtrone,
questi piedi da stivaletti, queste dita da nacchere,
soddisfare un cuore come il mio.

Lascio a Gavarni, poeta di clorosi, il suo gregge
mormorante di bellezze da ospedale: non posso
trovare fra queste pallide rose, un fiore che
assomigli al mio rosso ideale.

Quel che ci vuole per questo cuore profondo come
un abisso sei tu, Lady Macbeth, anima forte nel
delitto, sogno eschileo schiusosi in climi iperborei;

o sei tu, grande Notte, nata da Michelangelo, che
 torci quetamente, in una strana posa, le tue forme
 fatte per la bocca dei Titani.

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mercoledì, 18 aprile 2007, ore aprile 18, 2007 11:52

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
Come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
Ma sul serio a tal punto
Che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio,
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita sulla bilancia peserà di più.
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mercoledì, 04 aprile 2007, ore aprile 04, 2007 10:20

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
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sabato, 31 marzo 2007, ore marzo 31, 2007 12:07



Mi lascio addentare dal tuo morso suadente,
il mio sangue è gia caldo.
Mi lascio travolgere dalle tue parole dolci,
soffici uragani.
Mi lascio accarezzare dalla tua mano,
non fermarla se tremo,
e mi lascio soffocare dal tuo sguardo,
che continua a cercarmi.

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lunedì, 26 marzo 2007, ore marzo 26, 2007 18:39

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì di madre, e il moto di una culla.

-Giovanni Pascoli-


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